01/12/2011
In Lavorazione il Saggio inedito di Stelvio Nunziata: "L'Uomo Extratemporale"
INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità.
Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.
La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.
La Redazione
20:41
Scritto da: atanatos1717
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28/11/2011
S. Natale 2011: Auguri
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Il Libro "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno e tutte le Produzioni di casa CLIODEA sono in vendita onLine su tutti i Portali web e-commerce, nazionali ed internazionali:
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18:19
Scritto da: atanatos1717
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03/05/2011
La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno
Scheda Editoriale: "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno ISBN 9788890339554 by Editrice Cliodea 2011
Quarta di Copertina: Collana di Storia dell'Arte e Architettura "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno - Disponibile a partire dal 28/05/2011 - by Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea!
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Note Biografiche
Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.
Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.
Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.
L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.
Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.
Premessa dell'Autrice
L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.
Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed ha cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.
Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.
Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.
La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.
Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.
Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.
In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al padre di lei, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.
Mariarosaria Salerno
Studio Critico Introduttivo
“(...) Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine. - (...) Nell'uomo nascente il Padre ripose semi d'ogni specie e germi d'ogni vita. E a seconda di come ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti. (...) se sensibili, sarà bruto, se razionali, diventerà anima celeste, se intellettuali, sarà angelo, e si raccoglierà nel centro della sua unità, fatto uno spirito solo con Dio (...).”
Pico della Mirandola (“Oratio de Hominis Dignitate”)
Questo nuovo libro dal titolo: “La Primavera Rivelata”, che la Professoressa Mariarosaria Salerno, esperta e insegnante di Storia dell'Arte, ci offre come dono della sua anima profonda, sensibile e religiosa - dopo una mia attenta analisi e lettura - si rileva molto interessante, pregevole e prezioso al pubblico di ogni età e formazione scolastica, sia dal punto di vista didattico, che dei contenuti conoscitivi, trasmessi da Ella con dovizia e cura dei particolari; ed ancora con acume e perspicacia di abile studiosa, che ha affrontato la materia qui trattata, ricorrendo anche all'apporto e al confronto delle varie discipline; e allo studio autorevole o ai contributi degli studiosi e dei critici d'arte di gran fama. È, infatti, leggendo l'argomento principale del testo e cogliendone, pure, l'aspetto non soltanto tipografico e illustrativo; ma anche fotografico e grafico - senza alcun dubbio molto ben curato - c'è molto da apprendere e da comprendere, dato che l'Autrice, con questa nuova pubblicazione, a carattere ampiamente divulgativo - che ben merita - giunge alla bellissima riflessione che “l'arte non è imitazione”, ma creazione di mondi simbolici, attraverso il potere dei suoi stessi strumenti e dei suoi linguaggi; in altre parole essa è “invenzione”; e secondo una visione più ampia, è apportatrice “di verità” oppure ancora è presentazione “di un mondo”, che può apparire per alcuni tratti meraviglioso e inusuale; inquietante, incomprensibile e oscuro; per altri gioioso e bello - quest'ultima concezione troverà, inevitabilmente, poi, la sua massima espressione persino nella questione “etica”.
Il grande archeologo e storico dell'arte Winckelmann scriveva: “Un popolo bello produce cose belle”.
A questo proposito, esplicitando ulteriormente il punto di partenza di tale definizione si rielabora, altresì, che l'arte non è “né produzione di puri segni come quelli della matematica”, “né semplice riproduzione funzionale di un'immagine”; bensì una qualsiasi opera d'arte esibisce “forme sensibili e significative” che possono essere figure a duplice o a molteplice senso, cioè “i simboli”. In vero, l'arte esprime una verità ancora più profonda di quella, oggetto della filosofia, attraverso “l'invenzione poetica”. Se appunto la conoscenza filosofica può dirsi limitata, la conoscenza poetica, come allo stesso modo l'arte permettono di cogliere le infinite sfumature della realtà, dell'Universo; proprio attraverso “la capacità creativa della nostra mente umana” ed ancora attraverso la piena libertà, la sensibilità e l'intuizione, che sono le qualità tipiche possedute dall'artista-genio. Pertanto, l'opera creata diviene la traccia, per comprendere appieno tutta l'interazione tra la realtà e le qualità appena menzionate, che sono comuni a tutti gli uomini; ma che solo l'artista, proprio perché è tale, sa esprimere e oggettivare.
Ora questo nuovo modo di intendere l'arte trova la sua massima espressione, proprio, nel secondo Cinquecento; a tal proposito basti ricordare il significato essenziale dato ad essa dal filosofo campano Giordano Bruno, che ne valorizza la dimensione fortemente creativa, come produzione di novità, di crescita; e perché no, anche come espressione puramente “personale e spirituale”. Ogni artista ha una “sua poetica” da tradurre e realizzare nella propria opera; pertanto oltre ad aver uno spiccato estro creativo avrà anche un progetto, un sogno o un'aspirazione da sviluppare; senza però tralasciare anche l'aspetto emozionale, affettivo, bizzarro - caratteristiche in questo caso - possedute dall'artista-creatore.
In tal modo, cambia il significato del termine “arte” inteso come tèchne, che era in uso appunto nel Quattrocento; infatti con ciò si indicava un sapere fondato su un sistema di regole da trasmettere, apprendere e verificare; per trasformarsi in qualcosa dippiù creativo, originale, personale, estetico, che rivela e conduce “alla verità”.
Il tema del testo, qui presentato, oltre a porre nuovi interrogativi, credo che si sviluppi e si articoli - in una forma molto ampia e naturalmente approfondita - su più temi; difatti la Salerno, passa in rassegna tutte le interpretazioni passate e moderne, del quadro; per arrivare poi al nuovo modo di ripensare l'arte, di rivalutare la vita tenendo conto di come, oggi, più di ieri ci sia una spasmodica ricerca del “bello” o “della bellezza”; e forse il motivo di una simile condizione, va ricercato proprio nel fatto, che adesso non solo nel nostro piccolo o nella nostra quotidianità; ma credo nell'intera Umanità stia avvenendo - in maniera inesorabile - la disgregazione “di quei valori tradizionali”, da sempre difesi e trasmessi alle generazioni future; basti pensare, a tal proposito, a quegli ideali di forte stampo platonico quali: il bene, il buono, il bello, la giustizia, la virtù, la verità, l'amore per il prossimo e l'eros; per trattare poi finanche la questione “dell'estetica”, del “gusto”, “del sentimento”, “dello stupore”, “del genio”, “della creatività” e “dell'immaginazione”, “della natura e del suo rapporto con l'uomo”, dell'articolazione “tra forme e colori”, “delle reazioni o dei meccanismi psicologici” per cui un'opera può dirsi bella o brutta, “dell'innamoramento”, “della poesia”, “del mito”, ecc. ecc.
Non a caso, la professoressa Salerno, all'interno del suo saggio cita anche il Bisignano - scrittore e poeta - annoverato tra i più autorevoli studiosi contemporanei. Il professore Bisignano è riuscito con doviziosa precisione a far comprendere l'importanza del mito greco anche ai giorni nostri; e questo perché dietro “i racconti leggendari” o “le scene favoleggianti” si riscopre sempre la vera conoscenza, la memoria storica e il passato che rivivono a dispetto del mutare continuo, che caratterizza la nostra esistenza; ed allora, ecco che ogni cosa la si coglie nel suo contrario; nella sua veste dualistica, mitico-simbolica, religiosa, spirituale e terrena, nonché nella sua interezza. Per essere più precisa - in questo caso - mi piace richiamare l'attenzione del lettore, proprio a due delle sue poesie, contenute nel testo, dal titolo: “Composizione di sogno e realtà nel quadretto descrittivo della Primavera” e “Il Mito della Primavera”, con cui l'Autore celebra poeticamente e con maestria le sensazioni che si provano e che si osservano all'arrivo della primavera, che rappresenta la rinascita, la vita, la natura che germoglia dopo il lungo letargo dell'inverno. A tal proposito, ecco cosa scrive Bisignano:
“Appena Persèfone / si liberò dall'abbraccio / di Ade, fosco dio / dell'Averno, per ricongiungersi / alla madre Demètra, / dèa della terra / e della fertilità, / la luce del sole / ritornò ad inondare / i campi sterili / e la vita / riesplose nei primi / germogli del grano, / dell'erba e dei fiori, / dei frutti degli alberi / avvizziti / e nel fluire delle acque / limpide / dalle fonti disseccate”. /
Come si può leggere il poeta ha ripreso nei suoi versi “il mito greco di Persèfone” che nella trasposizione latina diventa “il mito della dèa Proserpina”, che racconta di come l'arrivo della Primavera sia sancito proprio dall'arrivo di questa divinità sulla terra, che porta con sé l'abbondanza; e che il suo ritorno nell'Ade, sei mesi dopo, coincida con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, per ritornare a rinascere, nuovamente, con la vegetazione, la primavera successiva.
Dunque, anche oggi, si riscopre fondamentale il ritorno al mito e gli studenti dovrebbero studiare con passione i racconti mitologici, proprio perché il linguaggio usato nei miti, oltre ad essere universale ha una forte impronta educativa, basti pensare che esso ha lo stesso valore dato “alle favole che noi adulti raccontiamo ai nostri bambini”. Il mito è importante perché è diretto, schietto e apre la mente al passato e alle diverse interpretazioni, che ci permettono di cogliere la complessità della nostra vita, migliorando la nostra capacità di vedere, capire e comprendere noi stessi e gli altri; senza trascurare anche la sfera sessuale o erotica. È altrettanto importante comprendere che il mito e i suoi simboli utilizzano un linguaggio, che parla per immagini, appunto - lo ribadisco - per simboli, che ci permette di comprendere maggiormente la realtà, recuperando il ricordo, migliorando la nostra creatività e pure l'aspetto ludico; ed ancora, ci permette di entrare in relazione gli uni con gli altri, di comprendere il nostro intimo, le cose, le situazioni, le persone, le strutture sociali, le tradizioni, i riti.
Ma, ritornando al Bisignano, vorrei concludere, citando brevemente alcuni degli altri versi - che a mio parere - sono dotati di straordinario lirismo, di grande impatto emotivo e di forte “immagine evocativa”. Ecco, quanto scrive il poeta: “Sonnolenza e torpore / del risveglio. / Io vivo / tu vivi / respirando / l'aria di questa primavera / che ci porta l'euforia / di una stagione vissuta”. /
Ed ancora: “Tutta la vegetazione si libera / dalle brume dense dell'inverno / ai primi tepori primaverili. / Intorno a noi un tappeto / di colori su cui si frange / un rivolo di luce”. /
Senza dubbio molto bravo il poeta nell'essere riuscito ad esprimere la vitalità, i colori, ed il tepore tipici della stagione primaverile, che regala ai due amanti benessere, gioia, emozioni e tanta bellezza. Diceva il filosofo greco Platone: “la potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”. Dopo questa breve parentesi, che era giusto fare, riprendo il mio discorso sull'analisi del testo ed ancora mi soffermo sull'opera d'arte, per chiarire qualche altro elemento, che a mio avviso non va tralasciato, in merito alle attività o facoltà artistiche. Insomma, questo modello rappresentativo, qui riproposto e rispolverato, di quel determinato periodo storico, porta inevitabilmente all'idea che l'opera d'arte ha a che fare con la verità, di cui noi stessi alla fine ne siamo parte. A testimonianza di quanto è stato detto vi rimando allo studio del pensiero filosofico di Giambattista Vico - filosofo e storico - che sosteneva difatti “che l'arte aveva il compito di custodire e rivelare una verità originaria; per cui l'arte è la verità in se stessa. Anzi essa esprimeva verità intraducibili e di superiore densità simbolica, mettendo in contatto l'uomo antico direttamente con le verità fondamentali dell'esistenza, del cosmo e della storia; e in ultima analisi proprio con il divino”. Ed ancora, egli dice: “che il mito non è un'allegoria di concetti astratti, né una narrazione di fatti accaduti, ingranditi dall'immaginazione; esso nasce dall'intuizione della fantasia, assumendo come la poesia un significato storico”.
Ma questo lavoro, che io ritengo essere “un buon manuale” di apprendimento, che tutti dovrebbero studiare, non fa riferimento solo al variegato mondo dell'arte o alle emozioni che possono trapelare ponendoci di fronte ad una tela come quella del Botticelli; nel caso specifico “il quadro della Primavera”; ma soprattutto ci offre gli strumenti necessari per cogliere gli aspetti enigmatici, metafisici, filosofici, storici e biografici, che quest'opera pittorica ha comunicato e continua a trasmettere, malgrado sia passato molto tempo, alle giovani generazioni di questa nostra realtà odierna.
Ecco, dunque, la bravura dell'Autrice, che sa mettere insieme nel libro - in una chiave interpretativa moderna - tutti gli elementi, ovvero quei criteri necessari per giudicare in pieno quest'opera mirabile del Botticelli; ed apprezzarla non soltanto esteticamente, ma riconsiderandola valida e apportatrice di ulteriori verità, che trapelano dalla vita, dalla cultura, dalle intenzioni, dall'epoca storica in cui l'artista è vissuto, nel suo tempo e nel suo spazio, ovvero la sua storia, compiendo perciò un passo in avanti. Scrive il filosofo e storico italiano Benedetto Croce: “L'arte può essere definita quindi come intuizione-espressione, due termini inscindibili, per cui non è possibile intuire senza esprimere né è possibile espressione senza intuizione. Ciò che l'artista intuisce è la stessa immagine (pittorica, letteraria, musicale ecc.) che egli per ispirazione crea da una considerazione del reale, nel senso che l'opera artistica è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile. La distinzione tra arte e non arte risiede nel grado di intensità dell'intuizione-espression
Dunque, la felice intuizione del Croce sta nell'aver rivelato l'importanza del ragionamento estetico e nell'aver sostenuto “quelle verità filosofiche che la storia, di volta in volta distrugge; ma che, alla fine, sono alla base delle nuove verità”. L'Autrice, dunque, illustra in maniera particolareggiata ogni singolo aspetto del quadro botticelliano - senza tediare in alcun modo il lettore - toccando in ogni Capitolo, tutti gli aspetti che possono dirsi congiunti all'Opera e non; passando di volta in volta a setaccio - come avrebbe fatto “un novello Sherlock Holmes” il percorso storico, i vari criteri interpretativi che, proprio a partire dall'età rinascimentale fino ad arrivare ai giorni nostri, sono stati applicati al quadro, per arrivare a conoscere quale potrebbe essere stato il vero motivo, che abbia spinto il geniale Botticelli a raffigurare nella sua tela, quei nove personaggi ritratti sullo sfondo costituito dagli alberi del boschetto carichi di frutta disposti a semicerchio e il prato cosparso di fiori; ed ancora quale potrebbe essere il vero significato che si cela dietro quelle linee morbide e flessuose, a tratti leggiadre di straordinaria bellezza ed armonia, i cui colori a tempera tenui balzano alla vista di chi si lascia rapire “la psiche e l'anima”. Opera eterna, intramontabile, commentata da generazioni di critici, studiosi o semplici studenti, professori, turisti e osservatori, che ogni giorno visitano la meravigliosa galleria degli Uffizi a Firenze.
Ma che, se letta con uno sguardo nuovo, curioso e con spirito indagatore; magari "pensando a come pensava l'artista", rivelerà segreti inaspettati, a chi è dotato, oltre che di uno spirito critico, anche di forte sensibilità! Vi sono numerose interpretazioni relative al dipinto, e l'una o l'altra critica messe a confronto risultano positive, perché ci permettono di completare “quel puzzle” fatto di conoscenze e vari ragionamenti, e qualche volta non mancano i dubbi e le incertezze, che seppur contrastanti fra loro ci servono in toto per arrivare fino in fondo alla verità.
La Salerno con questo suo studio non fa altro che mettere insieme queste interpretazioni, le confronta e alla fine si scopre - e questo lascia un po' tutti basiti - che nell'opera si trova ogni tipo di argomento: si spazia dalla mitologia (un ritorno a soggetti mitologici - basti pensare infatti alla ripresa di un racconto mitologico del poeta latino Ovidio - così il dio del vento (Zefiro) insegue la ninfa Clori e la trasforma in Flora, la dea dei fiori della primavera) alla filosofia (il neoplatonismo di fine '400); dall'astronomia all'astrologia; dalla letteratura (la scena rappresentata ha delle assonanze con i versi del Poliziano, è stata tratta con tutta probabilità da un passo “dell'Asino d'oro” romanzo di Lucio Apuleio scrittore latino del II secolo d.C) alla storia (la storia personale vissuta dall'artista o dal fruitore); dalla matematica alla geometria; dalla fisica (i corpi e le vesti appaiono senza peso) alla botanica (nel quadro figurano quasi cinquecento specie di piante, fra cui centonovanta fiori); dalla danza (le Grazie ballano intrecciando le loro mani) alla teologia (quel giardino pieno di fiori doveva rappresentare forse il Paradiso); dalla filologia alla simbologia ecc.
Con Botticelli scrive, infine, lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan: “Per la prima volta un pittore del Rinascimento tende al "bello" come fine supremo”. Questa tela sarebbe stata commissionata a Botticelli per il matrimonio di Lorenzo di Pierfrancesco, giovane cugino del Magnifico, con Semiramide Appiani, avvenuto nel 1482: si sarebbe trattato, dunque, di un quadro-sermone, volto a spingere il giovane Medici allo studio della retorica e della poesia? Tanti sono gli interrogativi e molteplici sono i dubbi che affollano la nostra mente, nel tentativo di dare la giusta interpretazione alla tela; anche se poi non mancano le risposte!
Ma procediamo per gradi con la descrizione delle possibili interpretazioni. Innanzitutto a Botticelli vanno i meriti dell'aver saputo esprimere la bellezza spirituale, ossia quella capacità di riconoscere ed apprezzare il bello, il bene e il vero.
Sul piano estetico, invece, il quadro risulterebbe non solo un “inno alla bellezza”, “alla grazia” e “all'armonia” - basti pensare - che i colori usati dall'artista sono brillanti e preziosi, le donne raffigurate con sensualità appaiono affascinanti; il ritmo della composizione è basato sulle linee curve; ma anche “un'allegoria dell'amore” o “di una stagione, come quella primaverile” o ancora “l'espressione di una teoria filosofica”, che si caratterizza per un sapere umano universale e razionale, che prende il posto del mito; ovvero il lògos che soppianta la condizione istintiva, dippiù la logica che soppianta l'immaginazione, la ragione che soppianta l'irrazionalità. Chissà se proprio in virtù di tale condizione di aspettative, che va letta ed analizzata quest'opera strabiliante. Ma a mio avvivo, la chiave di lettura del dipinto Botticelliano, e da ricercarsi solo “nella cultura platonica” (come Pico della Mirandola, Poliziano ed altri artisti che erano di quel periodo storico seguivano le sagge lezioni platoniche tenute dal filosofo italiano Marsilio Ficino); e difatti citando nuovamente il filosofo Platone e cogliendone il suo pensiero filosofico intriso di poesia e mito, non si può fare a meno di citare il suo pensiero secondo cui: “il bello corrisponde al buono”; per concludere poi ed arrivare all'altro concetto importante, secondo cui, quest'ultimi si identificano con il corpo femminile e con le meraviglie della natura.
Dunque l'amore e la bellezza potrebbero essere in ultima analisi i principali temi del dipinto, che lo ribadisco, vanno letti solo in chiave marcatamente “neoplatonica”; e difatti nelle figure di destra si riconosce l'amore carnale, istintivo e passionale - come infatti l'artista fiorentino al centro della scena ritrae Venere, la dèa dell'amore e al di sopra di lei l'angioletto alato Èros (Cupìdo) -; mentre nelle figure di sinistra si raffigura l'amore spirituale, puro, che eleva l'uomo a Dio - e appunto questo spiegherebbe il motivo, per cui appaiono le tre Grazie che danzano armoniosamente e Mercurio, che scaccia le nubi con il suo caducèo -.
Per essere ancora più precisi, nella descrizione fatta delle tre Grazie, si riscoprono i tre aspetti dell'amore secondo quanto sosteneva sempre il Ficino, e cioè: Voluptas (descritta con i capelli sciolti), Castitas (centrale con atteggiamento pudico); ed infine Pulchritudo ( a destra, in elegante posa). E in effetti è sempre lo stesso Platone che nel “Convito” ci parla della duplice natura di Èros che: “se fosse stato figlio di Afrodite Pandemon (terrena) allora avremmo avuto l'amore sensuale, materiale; contrariamente se fosse stato figlio di Afrodite Urania (celeste), in quel caso avremmo avuto l'amore spirituale”.
Avvicinandomi ormai alla conclusione di questo mio studio introduttivo, non posso che nuovamente ribadire l'importanza del tema trattato, l'accuratezza di come è stato analizzato e curato; sottolineando il mio più forte plauso alla cara amica e collega Mariarosaria - augurandole personalmente tanto successo e soddisfazioni in ogni campo - e non posso non tralasciare di menzionare, anche, con un doveroso ringraziamento il Dott. Atanasio Bisignano, Pubblicista-Critico e Titolare della Casa Editrice Cliodea, che ha voluto con tutto il cuore la realizzazione di questo corposo volume, che se letto attentamente, può essere monito per i giovani a riscoprire quei valori unici, inalienabili che appartengono, non solo alla storia passata, ma alla modernità, che sono fondamentali, per la costruzione di un futuro solido, radioso, ricco di speranze, fondato sull'amicizia, il dialogo, il rispetto reciproco e il benessere della collettività.
Auguro anche a Lui tanto successo per una brillante carriera e per la pubblicazione di tanti altri lavori come questo, realizzato con impegno, tanta serietà ed originalità. In ultimo, un ringraziamento lo esterno anche all'equipe grafica, che lavora a stretto contatto con noi e che ci ha regalato le bellissime immagini, contenute nel libro.
Prof.ssa Donatella Bisignano (Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione della Casa Editrice)
Caratteristiche del Libro:
- Formato 15x21, Brossura, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e tavole a colori, Copertina plastificata lucida a colori, con alette.
- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.
- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.
Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.
- Il Libro sarà disponibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro.
Per info e prenotazioni editoriali:. www.editricecliodea.com
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. telefonica.
17:53
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18/06/2010
Giovanni Cimino: Storico, Archeologo, Poeta, Scrittore, Saggista
Giovanni Cimino ha conseguito vari titoli di studio e di cultura fra i quali: il Diploma dell'Istituto Superiore di Scienze Sociali (con Tesi in Ricerche Sociali), le lauree in Lettere (con tesi in Storia Romana) e in D.A.M.S. Indirizzo Arte (con Tesi in Storia delle Tecniche Artistiche).
Annovera alcuni importanti rinvenimenti archeologici, fra i quali, nel 1984, una stele funeraria romana risalente al III secolo d.C., rinvenuta in Contrada Badessa di Portapiana (Cosenza) e attualmente custodita presso il Museo Civico di Cosenza.
Nella seconda metà degli anni ottanta, è stato fra i componenti del Gruppo Archeologico di Cosenza, presso la cui sede, il 15 aprile del 1987, ha relazionato su: “L'età del Bronzo in Calabria, Broglio di Trebisacce”.
Il 4 luglio del 2000, presso l'ex Convento dei Cappuccini di Dipignano, ha tenuto una relazione dal titolo: “Intorno alla sepoltura di Alarico”.
È fra i soci fondatori dell'Accademia Montaltina degli Inculti; è vice presidente della sezione di Cosenza di “Italia Nostra”; è socio corrispondente dell'Accademia Cosentina; è socio ordinario dell'Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea.
Ha pubblicato i seguenti Libri:
-
Tristezza, Speranza, Fantasia, Cosenza 1980;
-
L'istituzione del diritto d'asilo presso gli Ebrei, i Greci ed i Romani, Mendicino (Cs) 1990;
-
L'elefante di Pirro a Campana. Monumento del III secolo a.C. Fatto erigere da Pirro, per ingraziarsi gli Dèi, Cosenza 2005;
-
Fruizioni, Cosenza 2008.
Inoltre, suoi contributi si trovano in vari libri e pubblicazioni a carattere tecnico-scientifico.
18:45
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05/06/2010
Lettura del Santuario fatto erigere da Pirro nel Territorio dei "Brettii", di Giovanni Cimino
> L'Agenzia Editoriale Multimediale Cliodea è lieta di presentare la Mostra fotografica e archeologica, del sito presso cui si ergono i resti del Santuario fatto costruire da Pirro, re dell'Epiro in prossimità del territorio dei “Brettii”, da uno studio etno-storiografico del prof. Giovanni Cimino.
All'interno della Mostra documentale, che sarà allestita presso la Biblioteca Nazionale, nella Sala della Musica, in P.zza Toscano, 87100 di Cosenza, dal 14 – al 19 Giugno, si alterneranno momenti di evocazione storico-archeologica con l'esposizione di immagini propedeutiche, preceduta da un'introduzione scritta, e relative legende del prof. Giovanni Cimino.
L'Inaugurazione della Mostra Archeologica, è prevista per lunedì 14 giugno 2010 a partire dalle ore 17.30 e gli orari: 10.00 – 12.00 am / 17.30 – 18.30 pm, tutti i giorni sino al 19 giugno 2010.
21:38
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19/05/2010
Ebook: Collana di Storia Antica e Archeologia
> In preparazione, per la Collana di Storia Antica e Archeologia diretta e curata dalla dott.ssa Ines Ferrante, una pubblicazione etno-monografica, suddivisa in due Tomi, in elegante veste tipografica, sulla Storia della Città di Cosenza: la Città Brezia - Storia, Storiografia e Indagine etno-antropologica, con Atlante fotografico, topografico e Analisi del Patrimonio archeologico e culturale della Città antica.
> In allegato alla produzione cartacea del Libro, acclusa alla vendita dell'Opera, ci sarà anche la realizzazione di un supporto multimediale DVD ipertestuale, con filmati, recensioni ed interviste all'Autore. Il sussidio editoriale digitale, raccoglierà tutto il materiale grafico e fotografico, nonchè i filmati e le riprese condotte nei luoghi di particolare interesse storico-archeologico e dei numerosi monumenti artistici, presenti e descritti nell'Opera di Stampa.
> Per questa Collana Editoriale, la creazione e la realizzazione dei supporti digitali DVD, fruibili su qualsiasi piattaforma informatica e attraverso tutte le nuove tecnologie digitali, verrà prodotta, in esclusiva per la Casa Editrice Cliodea, dall'Azienda FSM di Mario Formosa, leader nella produzione di software e multimedia.
12:03
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17/05/2010
E-book: Produzioni Editoriali Digitali
> La Casa Editrice Cliodea produce e diffonde Cd-rom e DVD ipertestuali, fruibili su qualsiasi piattaforma tecnologica e/o interfaccia digitale.
> Ogni singola Collana Editoriale di Casa Cliodea, stampata su cartaceo, può essere diffusa e commercializzata attraverso file digitali con estensione Pdf (E-book).
> Per richiedere i Nostri ausili digitali e/o informatici, andate sul nostro web site www.editricecliodea.com riempite il form accluso e lasciate la nota di prenotazione editoriale nella casella dei contatti.
> La creazione e la produzione multimediale di supporti audio/video, quali sussidi propedeutici alla diffusione dell'Editoria Digitale, vengono realizzati in collaborazione con l'Azienda di sviluppo software e multimedia FSM di Mario Formosa, http://www.fsmline.com/ società leader nello sviluppo delle tecnologie informatiche digitali e delle applicazioni, nei vari settori culturali e sociali.
> L'Agenzia Editoriale Cliodea, produce e realizza Video Libri e Audio Libri, con voce narrante ed editing fotografico. Progettiamo siti web e Blog con grafica e stili personalizzati. Produciamo Arte digitale e componenti grafiche digitali: Visual design.
> Collaboriamo con la Casalini Libri Spa, per la diffusione e promozione dei nostri prodotti editoriali, in campo nazionale ed internazionale.
> Siamo presenti su tutto il territorio nazionale: per vedere le librerie che commercializzano i nostri prodotti andate sul sito www.editricecliodea.com
> Independent Publish House Cliodea di Atanasio Bisignano Editore: atanasiobisignano@yahoo.it bisignano_at@libero.it tel./fax:. +39 0984 482565 - Direzione e Uffici: Via L. de Matera 21/f 87100 Cosenza (Cs) Italy. web site www.editricecliodea.com
20:39
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